sabato 16 aprile 2011

Al via il fondo per le vittime di amianto

13 aprile 2011. Entra in vigore oggi il decreto che stabilisce l'organizzazione, il finanziamento e le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva ai lavoratori titolari di rendita a seguito di una patologia asbesto-correlata.

venerdì 15 aprile 2011

Lavori elettrici sotto tensione - Decreto 4 febbraio 2011

È stato emanato il decreto 4 febbraio 2011 che definisce i criteri per il rilascio delle autorizzazioni ai lavori elettrici nei sistemi di II categoria.



Rumore e rischio ictus

Il sito dell’INAIL riporta uno studio pubblicato sull’ European Heart Journal ad opera dell’Institute of Cancer Epidemiology of Copenaghen, secondo il quale i soggetti esposti a rumore sarebbero a rischio maggiore per ictus.
In un campione di oltre 50.000 volontari sarebbe evidente, secondo i ricercatori danesi, che ad ogni aumento di intensità di esposizione a rumore di 10 decibel, corrisponde un aumento del rischio del 14% tra gli over 50 anni. Il rischio infatti sembra aumentare soprattutto tra le classi senior rispetto alle classi junior.
Quello degli effetti extrauditivi del rumore è un tema antico. Sebbene esistano delle indicazioni non è mai stata provata la correlazione tra patologie extrauditive e rumore.
Tuttavia non è poca cosa che la legislazione italiana in tema di tutela assicurativa e di patologie professionali tenga conto di ciò.
Infatti nell’elenco delle patologie per le quali vige l’obbligo di denuncia (Decreto Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali del 11 dicembre 2009), nella Lista III (malattie la cui origine lavorativa è possibile), nel Gruppo 2, sono incluse la “malattie dell’apparato cardiocircolatorio, digerente, endocrino, neuropsichiche” in lavoratori esposti a “rumore (effetti extrauditivi)”.
Ciò significa che il medico dovrebbe effettuare la denuncia di malattia professionale, negli esposti a rumore, che avessero patologie cardiovascolari, del tratto digerente, malattie endocrine e neuropsichiche (fonte medicocompetente.blogspot.com).

Dal SUVA, consigli e misure di protezione dalle polveri di toner

"Le polveri di toner emesse dalle stampanti con tecnologia laser e dalla fotocopiatrici possono causare disturbi soprattutto nei soggetti con mucose ipersensibili nelle vie respiratorie superiori e inferiori. In genere, le reazioni di ipersensibilità non specifiche dovute agli effetti irritativi di queste emissioni possono essere evitate migliorando l'igiene del posto di lavoro. Soltanto in casi rari sono state documentate delle vere e proprie allergie al toner. Gli studi epidemiologici non hanno stabilito relazioni causali certe fra queste emissioni e le malattie croniche dell'apparato respiratorio o le malattie polmonari interstiziali. In base ai risultati degli studi sperimentali e dei test sugli animali, non si esclude che le polveri di toner possano avere un effetto cancerogeno. I dati attualmente disponibili non permettono tuttavia di trarre delle conclusioni definitive, soprattutto perché non sono ancora stati svolti degli studi epidemiologici sul rapporto tra l'esposizione a  polveri di toner e un maggiore rischio di tumori maligni delle vie respiratorie. A titolo preventivo, la Suva consiglia delle misure di protezione generali per ridurre il rischio di esposizione alle polveri di toner e alle particelle ultrafini nonché delle misure specifiche per contrastare gli effetti di un'elevata esposizione, ad esempio in caso di guasto dell'apparecchiatura o durante le operazioni di manutenzione e riparazione. I collaboratori che manifestano disturbi di orgine professionale devono sottoporsi a degli accertamenti. La presente scheda informativa, regolarmente aggiornata in base alle nuove pubblicazioni specialistiche, propone una sintesi delle attuali conoscenze sulle polveri di toner." 


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