giovedì 17 gennaio 2013

Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro: disponibile l'edizione di gennaio 2013

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con le disposizioni integrative e correttive introdotte dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106.Tra le novità di questa edizione di gennaio 2013 (elencate nella seconda pagina del manuale) si possono evidenziare l'inserimento del Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 (Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi di cui all'articolo 29, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008, ai sensi dell'articolo 6, comma 8, lettera f) e la modifica dell'art. 29 comma 5 prevista dalla Legge 24 dicembre 2012 n. 228 (cosidetta Legge di stabilità 2013) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 29 dicembre 2012 - Suppl. Ordinario n.212.

Consulta

mercoledì 9 gennaio 2013

La valutazione del rischio da fulminazione


La valutazione del rischio fulminazione (scariche atmosferiche) deve essere effettuata obbligatoriamente da un tecnico abilitato o può essere redatta da unaconsulente della sicurezza/RSPP?

Il DPR 462/01 è il regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. 
Il suddetto DPR al capo II riguardante gli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, all’art. 2, relativo alla messa in esercizio e omologazione dell’impianto, dispone che la messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente che equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto. 
Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ISPESL ed all’ASL o ARPA territorialmente competenti. 
L’EX ISPESL, ai sensi dell’art. 3, effettua a campione la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e trasmette le relative risultanze all’ASL o ARPA. 
Ai sensi dell’art. 4, il Datore di Lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni all’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale. 
Per l’effettuazione della verifica, il Datore di Lavoro si rivolge all’ASL o ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle Attività produttive sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI. 
Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al Datore di Lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.

NB La verifica dell'autoprotezione o meno DEVE essere eseguita da tecnico abilitato  in virtù del Decreto 22.1.08 n 37 art. 1 comma 2a quando gli edifici presentano un volume superiore a 200 mc (art 5 lettera "d" dello stesso Decreto).




mercoledì 2 gennaio 2013

Autocertificazione: rinviata al 30 giugno 2013 da Legge 228/2012

La GU n. 302 del 29-12-2012 - S.O. n.212 pubblica la Legge n. 228/2012 detta di "stabilità" con moltissimi emendamenti al testo base proposto dal Governo, compresi quelli del cosiddetto "Decreto Milleproroghe". Tra gli emendamenti, la proroga della possibilità di "Autocertificazione" degli obblighi del DVR di cui all'art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 per le PMI, fino a 10 lavoratori.

Il comma 5 dell'art. 29, recita: 
5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi 
di cui al presente articolosulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessidatori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi.
Quanto previsto nel precedente periodonon si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).


Le aziende da sempre ESCLUSE sono:
a) aziende industriali di cui all’articolo 2 del D.Lgs. 334/99 e smi 
(cosiddetta Direttiva "Seveso-2" sui rischi rilevanti);
b) centrali termoelettriche;
c) impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del D.L.gs. 230/1995 e smi (Attuazione delle Direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti);
d) aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
g) strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.


Inoltre NON risulta prorogato il comma 6, che recita:
6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate
 di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell’elaborazione di tali procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4. 

La proroga, ovviamente NON è prevista, poichè sono già state approvate le procedure standardizzate.


Inoltre è stata approvata anche una modifica all'art. 42 del D.Lgs. 81/2008, che recita:
«Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giornidall'entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di attuazione di una verifica straordinaria, da effettuarsi nei confronti del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. nonché del personale riconosciuto non idoneo, anche in via permanente, allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale ma idoneo a proficuo lavoro, ai sensi dell'articolo 6 del CCNL integrativo del comparto sanità del 20 settembre 2001. Con il medesimo decreto sono stabilite anche le modalità con cui le aziende procedono a ricollocare, dando priorità alla riassegnazione nell'ambito dell'assistenza territoriale, il personale eventualmente dichiarato idoneo a svolgere la propria mansione specifica, in esito alla predetta verifica.