giovedì 22 agosto 2013

Da luglio, aumentate le sanzioni per inadempimenti alle disposizioni del Testo Unico Sicurezza

Dal 29 giugno scorso, è entrato in vigore il Decreto Legge 28 giugno 2013 n. 76 recante "Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiuntivo (IVA) e altre misure finanziarie urgenti".
Tra le varie modiche normative introdotte è stato anche modificato il comma 4-bis dell'articolo 306 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 che nella attuale versione risulta così formulato "Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente Decreto nonché da atti aventi forza di legge sono rivalutate ogni cinque anni con Decreto del direttore generale della Direzione generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in misura pari all'indice ISTAT dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore. In sede di prima applicazione la rivalutazione avviene, a decorrere dal 1° luglio 2013, nella misura del 9,6. Le maggiorazioni..."
Tale formulazione oltre ad individuare in un Decreto Direttoriale lo strumento di rivalutazione quinquennale delle ammende e delle sanzioni amministrative pecuniarie, consente anche la immediata applicazione della rivalutazione, a decorrere dal 1° luglio 2013, in quanto già fissa l'entità dell'incremento nella misura del 9,6%.
Pertanto, tutte le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 nonché da altre normative in materia, riferite a violazioni commesse a decorrere dal 1° luglio 2013 sono incrementate del 9,6%.
L'attuale disciplina non prevede arrotondamenti sul risultato finale delle sanzione incrementata del 9,6% e pertanto, salvo successive modifiche che potranno intervenire in sede di conversione del Decreto Legge, al momento non va applicando alcun arrotondamento delle cifra. [Articolo tratto da Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali]

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